TRAGEDY KHADAFI - AGAINST ALL ODDS (Gee Street, 2001)

lunedì 16 novembre 2009

Quando stamattina ho messo via Against All Odds per scriverne una recensione mi sono ripromesso di non esordire con una delle frasi da me più usate: "XYZ è senz'altro uno degli MC più sottovalutati di sempre", e questo perchè nel suo caso non credo che sia vero. Certo, non si può dire che i suoi album siano dei bestseller, né tantomeno che la sua fama oscuri quella di Michael jackson. Tuttavia, il suo nome viene sempre associato al rap di qualità da parte di chiunque abbia un minimo di conoscenza dell'hip hop, e non c'è dubbio che tra queste persone egli sia reputato come uno dei migliori artisti mai usciti da Queensbridge. Eppure... eppure, nell'arco di una carriera oramai quasi ventennale, Trag non è mai riuscito a sorprenderci con un classico o quantomeno con un'opera capace di fare accoliti anziché guadagnare il plauso dei soli convertiti; ultimamente, poi, questa possibilità è stata ufficialmente resa impossibile da una sentenza a quattro anni di prigione che il Nostro finirà di scontare nel 2011. Perciò l'unica cosa che resta da fare a noi fan è ripassarci i suoi lavori -magari skippando le raccolte pacco uscite di recente- e lo farei partendo dal suo terzo album, Against All Odds, che in un certo modo ha segnato il suo ritorno ufficiale sulla scena dopo una penuria di album durata otto anni.
In realtà, questo periodo sarebbe dovuto durare meno (l'uscita di AAO era prevista per il '99), ma tant'è: nel 2001 la Gee Street rese finalmente possibile sentire un'opera completa del deus ex machina che ha contribuito in maniera determinante alla creazione del semiclassico The War Report, e sulla carta l'opera pare allettante: produzioni di Just Blaze, Ayatollah, Young Lord, Spunk Bigga, Sha Self e Nashiem Myrick da un lato, e dall'altro featuring di Cormega, un Ja Rule ancora non marcito e nuove promesse del suo quartiere che, visto il suo curriculum di talent scout, all'epoca facevano ben sperare.
Purtroppo, però, la caratura effettiva di questi aspetti è alla fine decisamente inferiore alle aspettative. Innanzitutto perchè il suo nuovo delfino, Headrush Napoleon (!?!) è l'archetipo del disoccupato incapace che finisce sugli album di gente degna per motivi artisticamente incomprensibili; non scherzo quando dico che ogni sua incursione si fa sentire nel modo più negativo possibile (figuratevi che, al di là di limiti di scrittura e di qualità delle rime, in Bing Monsters riesce persino ad andare fuori tempo -ma perdio...) riuscendo così a sabotare la riuscita delle canzoni. Secondo motivo: il debole di Trag per i ritornelli kitsch cantati da incapaci è ormai tristemente noto, ma ciò non di meno sentire gentaglia come Tasha Holiday, Olu o Joya (che fa rima con troya) rovinare pezzi altrimenti validi è sempre un brutto colpo. Last but not least, mentre nella maggior parte dei casi i beat sono stati scelti con criterio, talvolta s'incappa nella ciofeca senza capo né coda: è il caso di Say Goodbye e delle sue batterie sghembe, What Makes You Think col suo piglio ruffryderiano d'accatto, e infine di 2-5 Radio con la sua maledetta tentazione -puntualmente malriuscita- di avere un pezzo clubbeggiante di cui nessuno sentiva il bisogno. Oltretutto, dando un'occhiata alla tracklist ci si rende conto che la maggior parete delle puzzonate (per un verso o per l'altro) è concentrata nella seconda metà di Against All Odds, col triste risultato che l'ascolto nel suo complesso viene fortemente danneggiato in quanto si rischia alle volte di perdersi le belle cose che quest'album, malgrado tutto, contiene.
Prima fra tutte è il liricismo ed il carisma di Tragedy: oltre ad essere dotato di una bella voce e di una tecnica ineccepibile, il suo maggior pregio consiste nel saper accostare riferimenti cultural-religiosi alle peggio maragliate del Queensbridge. Non è infatti un caso che lui sia l'inventore della cosiddetta «rightful ign'ance», cioè esattamente quest'arte di saper intrattenere su due fronti apparentemente diversi e che si può sintetizzare in questa citazione dalla title track (comunque è una strofa riciclata da Calm Down): "I blow shots from a drop rover 'till the world's over/ Seeing Jehovah through the eyes of a young soldier/ Black Moses - literature in pure dosage/ From the landscape of Kuwait, Jakes and vultures/ Too many of us lose focus due to the fact that/ we're all just a bunch of soldiers, foul cultures/ Funny how the streets mold us, Allah told us/ in the cages where they hold us, it's much colder".
Grazie a questa originalità il risultato è che, per quanto la sostanza ghettusa non cambi, l'ascolto risulta più piacevole in quanto l'impressione che si ha è quella di non essere sottoposti alle solite puttanate ma a qualcosa di più profondo. Sensazione illusoria, d'accordo, ma perchè rinunciarvi? E poi Tragedy comunque ci dimostra che non è solo fuffa quella che racconta; non sono infatte rare le occasioni in cui il Nostro decide di focalizzarsi su temi ben precisi e, guardacaso, sono proprio questi i pezzi che ad ascolto terminato restano impressi più a fondo. Permanently Scarred è un estratto della sua biografia contenente diversi esempi di lirismo notevoli, mescolati ad osservazioni sui massimi sistemi (chiamiamoli così) paragonabili per qualità solo a quanto fatto da Cormega; parlando del quale, è inevitabile notare come il duetto di They Forced My Hand sia tra le cose migliori dell'intero disco; anche T.M. (Message To Killa Black) brilla, nonostante l'uso qualitativamente inferiore dello stesso campione usato per Watcha Gon' Do della Terror Squad; in chiusura, è da applausi il dissing a Noreaga di Blood Type. Insomma, a parte i soliti falliti di cui sopra, liricamente non c'è davvero nulla di cui potersi lamentare; Trag si conferma essere un ottimo MC e in quest'occasione l'unico capace di dargli la paga è egli stesso. Persino il rischio di ripetersi è qui ridotto all'osso, principalmente grazie alla sua inventiva e alla famosa «rightful ign'ance», per cui cosa chiedere di più?
Mi rispondo da solo: dei beat un po' più belli. Intendiamoci: tolte le autentiche boiate elencate qualche paragrafo addietro, non c'è nulla che sia genuinamente orrendo. Sono però molte le produzioni prive di mordente e, a conti fatti, le uniche degne di menzione sono Sidewalk Confessions, Blood Type, They Forced My Hand e, volendo, Bing Monsters. Per il resto sono cose al massimo carucce ma drammaticamente generiche; e tra synth, loop di piano e qualche archetto campionato quà e là sembra di ascoltare un compendio del sound del QB, una sorta di "beat cupi for dummies" che francamente affossa di molto la longevità tutta del disco. Non è un caso infatti che Trag sia uno di quei artisti che più necessiterebbero di una raccolta.
Vogliamo dunque trarre le somme? Allora: sul versante positivo abbiamo un artista eccellente, due featuring azzeccatissimi, due canzoni complessivamente strepitose, due parecchio belle ed un 6-7 apprezzabili ma niente de che. Su quello negativo, invece, ci sono degli ospiti all'80% incompetenti, tre beat osceni e molti -troppi casi- dove un singolo elemento (ritornello fiacco, ospite schiappa ecc.) guasta la festa. Ne consegue che, per quanto mi dispiaccia, essendo trag uno dei miei MC preferiti, proprio non riesco a trovare motivi sufficenti per dare a Against All Odds più di tre.



5 commenti:

MAK ha detto...

Non è un caso infatti che Trag sia uno di quei artisti che più necessiterebbero di una raccolta

L'avevo iniziata ma è ancora in lavori in corso, per il momento fermi.

Tragedy è anche uno dei miei MC preferiti, dispiace che tra il 1994 e il 1998 non ha fatto uscire una mazza e The War Report per quanto bello non è comunque un album suo.
Più che altro mi chiedo perchè questo AAO nelle produzioni sia così distante dal sopracitato, nonostante qualche nome in comune e il periodo più o meno ravvicinato, ma sopratutto un Trag capace di cose come Illegal Life sull'altrui album e di grattarsi i maroni invece sul suo.

reiser ha detto...

Non ha avuto tempo per i beat perchè stava insegnando a leggere a Twin Gambino

Anonymous ha detto...

peccato, spero che comunque apprezzi...
io mi son dovuto accontentare del bootleg a 5£ , perche' in vinile quei babbioni della a&m non l'hanno mai stampato, ma la qualita' e'pessima
anche il remix di street life con il campione di minnie ripperton spacca
djmp45

Anonymous ha detto...

Forse a qualcuno di voi può interessare la notizia: http://news.hotmc.com/archivi/news/200911/beatrubatiabassimaestrosu.2567.html

Antonio ha detto...

Non ha avuto tempo per i beat perchè stava insegnando a leggere a Twin Gambino
Non è vero. Twin Gambino non ha mai imparato a leggere...

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